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Mi risulta sempre più difficile comprendere,
meglio dire accettare, levoluzione del Karate sportivo così
come viene oggidì proposta alla società non marziale.
Soprassedendo, in questo articolo, sulla palese e comprensibile pulsione
di portare il Karate ai Giochi Olimpici e le conseguenti evoluzioni imposte,
il Karate sportivo cerca nuovi adepti anche con mezzi non ortodossi al
mondo marziale.
La strategia è sicuramente chiara, dobbiamo penetrare una fascia
di mercato che attualmente viene quasi monopolizzata dalle versioni completamente
snaturate di discipline da combattimento, quali la Fitbox, Aer Boxe, Cardio
Karate ecc.
Prendere anche quella potenziale fetta del mercato, significa aumentare
gli iscritti in federazione, nelle palestre, insomma circolerà
più denaro nella nostra disciplina.
Essenziale, in questo contesto, è anticipare i tempi, prevedere
le tendenze della società, i gusti volitivi dei giovani, quindi
aderirvi con grande capacità di reazione allo scopo di portarli
nel nostro entourage, nelle nostre palestre. Ricordando però
che i giovani cambiano mode e gusti, come una bandiera gira in funzione
del vento, saranno poi loro a comunicarci indirettamente ciò che
desiderano, a noi il compito di interpretare, quindi preconfezionare un
prodotto per loro appetibile e fruibile.
Il prodotto esiste, si chiama Sound Karate, (il termine inglese è
più accattivante del relativo termine italiano), vidi delle dimostrazioni
di qualcosa di simile a Miami (USA) nei primi anni novanta, ora è
stato codificato anche in Italia e proposto ai giovani nelle palestre
e nelle scuole.
Il Kata, architrave della nostra disciplina, qui viene completamente snaturato
nella sua essenza, sappiamo tutti che possiede un significato, un ritmo
ben definito, qui il ritmo è dettato dai 4 tempi della salsa
..
La stigmatizzazione intellettuale di questo fenomeno non è più
sufficiente, rimanere a guardare la completa e rapida distruzione dei
valori trasmissibili della nostra Arte è sinonimo di colpevolezza.
Il Karate Do, se qualcuno ha qualche dubbio ora
lo fughiamo, non è mai stato e non può essere definito da
delle semplici sequenze motorie finalizzate ad un regolamento di gara,
dal senso estetico/musicale di qualche ben pensante e nemmeno influenzato
nel suo profondo da esigenze di comunicazione globale quali i media.
Il mercato dei Dan, e gli esami per nulla meritocratici, sono solo la
manifestazione dello squallore umano, di uomini che antepongono dei piccoli
interessi materiali al senso stesso della pratica.
Si, la pratica! quella pratica che molti hanno dimenticato perché
preferiscono una comoda giacca e cravatta federale, una cintura bianco-
rossa, piuttosto del ruvido strofinio del keiko gi sulla pelle.
Persone che vivono delleffimero prestigio
di cariche, pronti a chinarsi al volere gerarchico anche quando va palesemente
contro i principi dellArte stessa.
Piccoli uomini, con piccole necessità
Il bene dellintelletto, un minimo senso etico,
dovrebbe suggerire loro di vergognarsi profondamente, di fare qualcosa
di utile per la comunità dei giovani praticanti, i quali per ballare
non hanno bisogno di noi, per fare dei movimenti simili a tecniche posso
rivolgersi ad altri prodotti, peraltro aerobicamente efficaci ed allenanti
(Fitbox ecc.).
Qualche anno fa, ad Ostia, chiesi al M°
P.Aschieri ( Direttore tecnico nazionale FIJLKAM)se la nostra disciplina
si sarebbe dovuta adattare, qualora in futuro si rendesse necessario effettuare
il Kata con dei gi viola a pois gialli seguendo la musica della tarantella,
ovviamente allo scopo di piacere ai giovani ed agli importantissimi media.
La risposta fu affermativa ed aggiunse che per porre una simile domanda
sul mio capo non aveva ancora nevicato!
Non penso sia necessario commentare quanto sopra, mi domando semmai, se
chi mi sta leggendo riesca ancora a distinguere larte marziale allinterno
di questo prodotto giacchè manca un concetto fondamentale, il trasferimento
di valori.
Con il Sound Karate, infatti, sarà possibile avvicinare i giovani
grazie a dei ritmi ballabili in discoteca ma a parte l embusen di
un Kata, travisato nella sua essenza, non si trasmette altro.
Non desidero cadere in una facile retorica, ma
forse è arrivato il momento di parlarne apertamente, di fare un
po di chiarezza a riguardo, una cosa è seguire unArte
Marziale ed un altra è praticare della sana attività
sportiva.
Nella seconda i benefici psico/organici sono noti a tutti, purchè
allinsegna di una pratica corretta dal punto di vista biomeccanico
(dove troppo agonismo nuoce), sia esso un sport aerobico che anaerobico.
Bene, i benefici appena citati sono parte integrante del patrimonio di
valori di un Arte Marziale moderna, evoluta, la quale però è
anche portatrice di un codice comportamentale, di riferimenti culturali
ed etici che nel Karate Do trovano uno splendido esempio.
Il significato educativo del Karate Do, con particolare
riferimento per i giovani, lo si può evincere dalle seguenti riflessioni.
Praticare dando un senso al saluto rituale ed al
saluto reciproco prima di un esercizio, significa rispetto per il prossimo,
anche per un potenziale nemico, sano principio che nel quotidiano non
può che essere benefico per tutti.
Non di meno importante, lautodisciplina mentale e fisica come processo
di autoformazione dellindividuo, dove lallenamento per perfezionarsi,
ligene, la cura della persona, lautocontrollo, diventano stile
di vita per il giovane e stemperano pulsioni nikiliste quali il seguire
pedissequamente le mode senza una consapevole valutazione oggettiva (
droghe, alcolismo).
Trasmettere limportanza di un atteggiamento sincero nella vita,
di migliorare il proprio carattere sono valori positivi universali indipendenti
dal contesto storico o culturale.
La stessa pulsione agonistica tipica del giovane, può essere incanalata
nel concetto di combattere per non perdere nella vita, non
tanto di vincere solo per la gloria giacchè, il primo
concetto, sottende un modello culturale di rifiuto all arrivismo
sociale prevaricatorio a beneficio di una crescita di se stessi nella
società.
In altre parole, il concetto di Do come via di perfezionamento interiore
ed esteriore è ad oggi estremamente valido, propone un approccio
metodologico alla vita inusuale in occidente, si tratta infatti di porre
una aspettativa di crescita sempre rinnovata, tesa alla perfezione in
ogni nostra azione (lavoro,interazioni sociali, sentimenti, sport ecc.)
che non permette il raggiungimento parziale di una meta, con conseguente
appagamento parziale e ricerca di eterni nuovi stimoli.
Immagino ve ne siate resi conto, ho appena recitato
un Dojo Kun
Ebbene, questi concetti non sono assolutamente
incompatibili con la mentalità moderna della nostra società,
sono valori trasmissibili purchè spiegati in maniera intelligibile
ai praticanti, solo allora avremo veramente trasmesso qualcosa di più
profondo di un piacevole movimento al ritmo di una danza caraibica.
(M° Guido Papetti, 5° Dan FIJLKAM;
guido.papetti@tiscali.it )
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